Teatro Civile – Drammaturgia Contemporanea


STAGIONE 2017/2018

DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA – TEATRO CIVILE

Abbonamento a 5 spettacoli

Poltronissima €100,00

Poltrona €85,00

Poltroncina €50,00

Speciale giovani under 30 €50,00

 

Giovedi 18 gennaio 2018 SPETTACOLO ANNULLATO (a breve notizie per il recupero)

CORRADO AUGIAS
in
O PATRIA MIA – Leopardi e l’Italia

Corrado Augias è un giornalista, scrittore e conduttore televisivo. Durante le sue trasmissioni, importanti personalità del mondo della cultura, della letteratura e della politica si susseguono nel presentare i loro libri o nel discutere di un tema particolare che riguarda, spesso e volentieri, radici, presente e sorti del nostro paese. Il tutto con una compostezza, una serietà e una capacità di argomentare opinioni e scandagliare nel profondo ogni tipo di tematica: di certo con una buona dose di aristocratica raffinatezza di linguaggio, ma senza mai sprofondare nell’elitarismo che allontana le masse. Identico discorso vale per la fortunata trafila di saggi firmati da Augias come Inchiesta su Gesù e Inchiesta sul cristianesimo o l’ultimo illuminante e mai vezzoso Il disagio della libertà – Perché agli italiani piace avere un padrone.

O Patria mia…Leopardi e l’Italia  ha avuto un fortunato debutto a luglio 2011 nel prestigioso Festival dei due mondi di Spoleto. Da allora lo spettacolo è in tournée in tutti i teatri italiani.

“Per molti anni Giacomo Leopardi è stato solo l’immenso poeta che tutti conosciamo. Solo in tempi relativamente più recenti si è cominciata ad apprezzare anche la sua attività saggistica che, secondo autorevoli giudizi, toccherebbe il livello di una vera organica filosofia”, spiega l’autore, “Lo spettacolo getta una luce sul suo pensiero, in particolar modo sulla sua visione politica dell’Italia: i giudizi dà sull’Italia e sugli italiani sono diversi e variano con il passare degli anni. Ma non c’è dubbio che negli anni giovanili e soprattutto in alcune opere si senta forte in lui un vivo amor di patria”.

“Ne sono esempio la due famose composizioni patriottiche ‘All’Italia’ e ‘Per il monumento di Dante – prosegue Augias, “Ma altrettanto dura, lucida e incredibilmente attuale è l’analisi verso il proprio popolo che traspare nel ‘Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’italiani’. Nel ‘Discorso’ si descrive un paese privo non solo di abitudini, ma anche di quell’insieme di norme, mentalità e usi che danno forma alla cultura di un popolo. La mancanza di società, di valori laici condivisi come male eterno che affligge gli italiani ieri come oggi”.

Partendo da questi versi ma inserendo anche considerazioni prese dallo Zibaldone e versi estratti da alcuni dei ‘Canti’ più belli, Augias costruisce un testo capace di restituirci un ritratto sorprendente del poeta, il suo rapporto con l’Italia, con la vita, con gli amori. Il senso forte di un’immaginazione che fu per molti anni la sua sola vera realtà.

Ad accompagnare gli spettatori in questo viaggio, le arie e romanze da camera, originali del tempo, eseguite da Stefano Albarello. Il musicista proporrà uno spaccato realistico di quello che si ascoltava nelle case “patrizie” della prima metà dell’800. Brani che spaziano da Rossini a Donizetti cantati e suonati con chitarra, com’era in voga all’epoca e che hanno, probabilmente, influenzato il labor limae di Leopardi.

 

Mercoledi 28 febbraio 2018

SIMONE CRISTICCHI
in
IL SECONDO FIGLIO DI DIO
Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti

Scritto da Manfredo Rutelli e Simone Cristicchi
Musiche originali Simone Cristicchi e Valter Sivilotti
Con le voci registrate del Coro Ensemble Magnificat di Caravaggio
Preparato da Massimo Grechi
E diretto da Valter Sivilotti

Regia di ANTONIO CALENDA

In cima a una montagna, davanti a una folla adorante di 4 mila persone, un uomo si proclama reincarnazione di Gesù Cristo. È il luglio del 1878. L’inizio di una rivoluzione possibile, che avrebbe potuto cambiare il corso della Storia.

Simone Cristicchi presenta Il secondo figlio di Dio, il suo nuovo spettacolo teatrale ispirato alla vicenda incredibile, ma realmente accaduta, di David Lazzaretti, detto il “Cristo dell’Amiata”.

Dopo il grande successo di “Magazzino 18” (200 repliche e decine di migliaia di spettatori), Simone Cristicchi, torna a stupire il pubblico con una storia poco frequentata, ma di grande fascino.

Ne Il secondo figlio di Dio , si racconta la grande avventura di un mistico, l’utopia di un visionario di fine ottocento, capace di unire fede e comunità, religione e giustizia sociale. Tra canzoni inedite e recitazione, il narratore protagonista ricostruisce la parabola di Lazzaretti, da barrocciaio a profeta, personaggio discusso, citato e studiato da Gramsci, Tolstoj, Pascoli, Lombroso e Padre Balducci; il suo sogno rivoluzionario per i tempi, culminato nella realizzazione della “Società delle Famiglie Cristiane”: una società più giusta, fondata sull’istruzione, la solidarietà e l’uguaglianza, in un proto-socialismo ispirato alle primitive comunità cristiane. Il cant’attore Cristicchi racconta l’ ”ultimo eretico” Lazzaretti, e quel piccolo lembo di Toscana (Arcidosso e il Monte Amiata) che diventa lo scenario di una storia che mai uguale fu agitata sulla faccia della terra, ponendoci una domanda più grande, universale, che riguarda ognuno di noi: la “divinità” è un’umanità all’ennesima potenza?

Con l’ausilio di video-proiezioni e di una scenografia in continua mutazione, quella terra così aspra e bella, quella “terra matrigna e madre” diventa la co-protagonista, nel racconto della straordinaria vicenda di David Lazzaretti, il secondo figlio di Dio. Una storia che se non te la raccontano, non la sai. La storia di un’idea. La storia di un sogno.

 

Mercoledi 21 marzo 2018

VITTORIO SGARBI
in
MICHELANGELO

Musiche composte, ed eseguite dal vivo da Valentino Corvino
Violino, viola, oud, elettronica
Scenografia e video di Tommaso Arosio
Messa in scena e allestimento DOPPIOSENSO

Dopo lo straordinario successo dello spettacolo teatrale “Caravaggio”, dove   Vittorio Sgarbi ha condotto il pubblico in un percorso trasversale fra storia dell’artista ed attualità  del nostro tempo, parte una nuova esplorazione sull’universo “MICHELANGELO”.

La stupefacente arte di Michelangelo Buonarroti si farà palpabile alle molteplicità sensoriali, attraversate dal racconto del Prof. Vittorio Sgarbi, contrappuntate in musica da Valentino Corvino (compositore, in scena interprete) e assieme alle immagini rese vive dal visual artist Tommaso Arosio. Verrà così ricomposto un periodo emblematico, imprescindibile ed unico nell’arte, e assieme all’ambizione di scoprire un Michelangelo inedito, non resterà che farci sorprendere.

DoppioSenso è un progetto di Valentino Corvino e Tommaso Arosio, dedicato allo studio delle relazioni profonde esistenti tra suono e immagine. Linguaggi, tecnologie e immaginari della contemporaneità rielaborati e messi alla prova nello sviluppo di opere sceniche, performance ed installazioni.

 

Mercoledi 28 marzo 2018

PIERLUIGI IORIO
in
GABER-SCIK
Omaggio a Giorgio Gaber

Teatro-Canzone

Con Alina Di Polito
Musiche eseguite dal vivo e dirette da Mauro Navarra
Scene di Corrado Foglia

Cantautore, attore e uomo di cultura, attraverso la sua originale produzione, Giorgio Gaber ha scritto un’importante pagina della storia italiana, riuscendo a dare spazio alla riflessione e al dubbio e facendo nascere, negli ascoltatori, la consapevolezza e la speranza pur di fronte alle numerose contraddizioni della realtà.
Le singole situazioni, sfaccettature della vita e del pensiero,contengono temi sempre attuali e vari: la solidarietà, l’accoglienza, il consumismo, l’amore, la politica, la modernità. Tutto è descritto con la potente arma dell’ironia, capace di lanciare messaggi profondi e di rendere il teatro canzone (genere da lui creato) vero e proprio teatro civile, ora comico, ora crudo, mai volgare sempre al passo dei tempi.

Il dramma, l’ironia, le tensioni generazionali, la politica, l’ampio spettro del sentire quotidiano e il dualismo tra utopia e realtà,vengono resi dal carismatico Pierluigi Iorio attraverso monologhi, citazioni pungenti e brani che a distanza di anni mantengono ancora una loro attualità e validità.

Oltre a Pierluigi Iorio, in scena ci sarà la cantante Alina Di Polito e un’orchestra diretta dal Mauro Navarra.

 

Giovedi 5 aprile 2018

FRANCESCO DI LEVA   GIUSEPPE LUDENO

con la partecipazione di
MASSIMILIANO GALLO
in
IL SINDACO DEL RIONE SANITÅ
di Eduardo De Filippo

Regia MARIO MARTONE

Il sindaco del Rione Sanità è una commedia in tre atti scritta ed interpretata da Eduardo De Filippo, inserita dall’autore nella raccolta Cantata dei giorni dispari. Il protagonista, Antonio Barracano (Francesco Di Leva), è “il sindaco” della Sanità. Qui amministra le vicende del rione, un “uomo d’onore” che distingue tra “gente per bene e gente carogna”. In una sorta di ribaltamento del sistema legalitario, Don Antonio si avvale da anni dell’aiuto di Fabio Della Ragione (Giovanni Ludeno), un medico che, con la sua opera, sostanzialmente impedisce di portare alla conoscenza della Legge i risultati delle sparatorie e dei regolamenti di conti che avvengono nel quartiere. Chi “tiene santi” va in Paradiso e chi non ne tiene va da Don Antonio, è così da sempre. Quando però gli si presenta disperato Rafiluccio Santaniello (Salvatore Presutto), il figlio del fornaio, risoluto ad ammazzare il padre Arturo (Massimiliano Gallo), Don Antonio, cogliendo nel giovane la stessa determinazione che lo spinse all’omicidio in gioventù, si propone come mediatore avviandosi così all’incontro fatale con Arturo.

“Il teatro è vivo quando s’interroga sulla realtà – riprendendo una dichiarazione del regista Mario Martone – se parla al proprio pubblico non solo osando sul piano formale ma anche agendo in una dimensione politica”. Questa modalità di lavoro per Mario Martone si concretizza adesso calando nella realtà dei giorni nostri Il sindaco del Rione Sanità. L’idea di affidare il ruolo del Sindaco a un uomo giovane e deciso, nel fisico e nel gesto – quanto il personaggio scritto da Eduardo era invece crepuscolare – pone nei fatti la figura del protagonista ancora al centro del sistema criminale che rappresenta, laddove la scrittura eduardiana ne faceva il simbolo di un sistema di valori e disvalori al tramonto, ed allo stesso tempo favorisce il tentativo di sottrarre il testo al rischio della semplice rappresentazione naturalistica incarnandolo in un mondo reale drammaticamente vivo. In premessa c’è la realtà di San Giovanni a Teduccio, del NEST e dei suoi giovani attori, molti dei quali vivono nel quotidiano la cronaca non edulcorata di una vera guerra di camorra che insanguina da anni questa periferia napoletana e dove la criminalità è retta da giovani boss neanche trentenni.

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