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Il Teatro Civile

 

 

Mercoledi 28 febbraio 2018

SIMONE CRISTICCHI
in
IL SECONDO FIGLIO DI DIO
Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti

Scritto da Manfredo Rutelli e Simone Cristicchi
Musiche originali Simone Cristicchi e Valter Sivilotti
Con le voci registrate del Coro Ensemble Magnificat di Caravaggio
Preparato da Massimo Grechi
E diretto da Valter Sivilotti

Regia di ANTONIO CALENDA

In cima a una montagna, davanti a una folla adorante di 4 mila persone, un uomo si proclama reincarnazione di Gesù Cristo. È il luglio del 1878. L’inizio di una rivoluzione possibile, che avrebbe potuto cambiare il corso della Storia.

Simone Cristicchi presenta Il secondo figlio di Dio, il suo nuovo spettacolo teatrale ispirato alla vicenda incredibile, ma realmente accaduta, di David Lazzaretti, detto il “Cristo dell’Amiata”.

Dopo il grande successo di “Magazzino 18” (200 repliche e decine di migliaia di spettatori), Simone Cristicchi, torna a stupire il pubblico con una storia poco frequentata, ma di grande fascino.

Ne Il secondo figlio di Dio , si racconta la grande avventura di un mistico, l’utopia di un visionario di fine ottocento, capace di unire fede e comunità, religione e giustizia sociale. Tra canzoni inedite e recitazione, il narratore protagonista ricostruisce la parabola di Lazzaretti, da barrocciaio a profeta, personaggio discusso, citato e studiato da Gramsci, Tolstoj, Pascoli, Lombroso e Padre Balducci; il suo sogno rivoluzionario per i tempi, culminato nella realizzazione della “Società delle Famiglie Cristiane”: una società più giusta, fondata sull’istruzione, la solidarietà e l’uguaglianza, in un proto-socialismo ispirato alle primitive comunità cristiane. Il cant’attore Cristicchi racconta l’ ”ultimo eretico” Lazzaretti, e quel piccolo lembo di Toscana (Arcidosso e il Monte Amiata) che diventa lo scenario di una storia che mai uguale fu agitata sulla faccia della terra, ponendoci una domanda più grande, universale, che riguarda ognuno di noi: la “divinità” è un’umanità all’ennesima potenza?

Con l’ausilio di video-proiezioni e di una scenografia in continua mutazione, quella terra così aspra e bella, quella “terra matrigna e madre” diventa la co-protagonista, nel racconto della straordinaria vicenda di David Lazzaretti, il secondo figlio di Dio. Una storia che se non te la raccontano, non la sai. La storia di un’idea. La storia di un sogno.

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Mercoledi 21 marzo 2018

VITTORIO SGARBI
in
MICHELANGELO

Musiche composte, ed eseguite dal vivo da Valentino Corvino
Violino, viola, oud, elettronica
Scenografia e video di Tommaso Arosio
Messa in scena e allestimento DOPPIOSENSO

Dopo lo straordinario successo dello spettacolo teatrale “Caravaggio”, dove   Vittorio Sgarbi ha condotto il pubblico in un percorso trasversale fra storia dell’artista ed attualità  del nostro tempo, parte una nuova esplorazione sull’universo “MICHELANGELO”.

La stupefacente arte di Michelangelo Buonarroti si farà palpabile alle molteplicità sensoriali, attraversate dal racconto del Prof. Vittorio Sgarbi, contrappuntate in musica da Valentino Corvino (compositore, in scena interprete) e assieme alle immagini rese vive dal visual artist Tommaso Arosio. Verrà così ricomposto un periodo emblematico, imprescindibile ed unico nell’arte, e assieme all’ambizione di scoprire un Michelangelo inedito, non resterà che farci sorprendere.

DoppioSenso è un progetto di Valentino Corvino e Tommaso Arosio, dedicato allo studio delle relazioni profonde esistenti tra suono e immagine. Linguaggi, tecnologie e immaginari della contemporaneità rielaborati e messi alla prova nello sviluppo di opere sceniche, performance ed installazioni.

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Mercoledi 28 marzo 2018

PIERLUIGI IORIO
in
GABER-SCIK
Omaggio a Giorgio Gaber

Teatro-Canzone

con
MASSIMO PAGANO
Alina Di Polito

Musiche eseguite dal vivo e dirette da Mauro Navarra
Scene di Corrado Foglia

Cantautore, attore e uomo di cultura, attraverso la sua originale produzione, Giorgio Gaber ha scritto un’importante pagina della storia italiana, riuscendo a dare spazio alla riflessione e al dubbio e facendo nascere, negli ascoltatori, la consapevolezza e la speranza pur di fronte alle numerose contraddizioni della realtà.
Le singole situazioni, sfaccettature della vita e del pensiero,contengono temi sempre attuali e vari: la solidarietà, l’accoglienza, il consumismo, l’amore, la politica, la modernità. Tutto è descritto con la potente arma dell’ironia, capace di lanciare messaggi profondi e di rendere il teatro canzone (genere da lui creato) vero e proprio teatro civile, ora comico, ora crudo, mai volgare sempre al passo dei tempi.

Il dramma, l’ironia, le tensioni generazionali, la politica, l’ampio spettro del sentire quotidiano e il dualismo tra utopia e realtà, vengono resi dal carismatico Pierluigi Iorio nella nuova versione dello spettacolo scritta a quattro mani con Barbara Maurano attraverso monologhi, citazioni pungenti e brani che a distanza di anni mantengono ancora una loro attualità e validità.

Oltre a Pierluigi Iorio, in scena ci sarà l’attore Massimo Pagano, la cantante Alina Di Polito e un’orchestra diretta dal Mauro Navarra.

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Giovedi 5 aprile 2018

FRANCESCO DI LEVA   GIUSEPPE LUDENO

con la partecipazione di
MASSIMILIANO GALLO
in
IL SINDACO DEL RIONE SANITÅ
di Eduardo De Filippo

Regia MARIO MARTONE

Il sindaco del Rione Sanità è una commedia in tre atti scritta ed interpretata da Eduardo De Filippo, inserita dall’autore nella raccolta Cantata dei giorni dispari. Il protagonista, Antonio Barracano (Francesco Di Leva), è “il sindaco” della Sanità. Qui amministra le vicende del rione, un “uomo d’onore” che distingue tra “gente per bene e gente carogna”. In una sorta di ribaltamento del sistema legalitario, Don Antonio si avvale da anni dell’aiuto di Fabio Della Ragione (Giovanni Ludeno), un medico che, con la sua opera, sostanzialmente impedisce di portare alla conoscenza della Legge i risultati delle sparatorie e dei regolamenti di conti che avvengono nel quartiere. Chi “tiene santi” va in Paradiso e chi non ne tiene va da Don Antonio, è così da sempre. Quando però gli si presenta disperato Rafiluccio Santaniello (Salvatore Presutto), il figlio del fornaio, risoluto ad ammazzare il padre Arturo (Massimiliano Gallo), Don Antonio, cogliendo nel giovane la stessa determinazione che lo spinse all’omicidio in gioventù, si propone come mediatore avviandosi così all’incontro fatale con Arturo.

“Il teatro è vivo quando s’interroga sulla realtà – riprendendo una dichiarazione del regista Mario Martone – se parla al proprio pubblico non solo osando sul piano formale ma anche agendo in una dimensione politica”. Questa modalità di lavoro per Mario Martone si concretizza adesso calando nella realtà dei giorni nostri Il sindaco del Rione Sanità. L’idea di affidare il ruolo del Sindaco a un uomo giovane e deciso, nel fisico e nel gesto – quanto il personaggio scritto da Eduardo era invece crepuscolare – pone nei fatti la figura del protagonista ancora al centro del sistema criminale che rappresenta, laddove la scrittura eduardiana ne faceva il simbolo di un sistema di valori e disvalori al tramonto, ed allo stesso tempo favorisce il tentativo di sottrarre il testo al rischio della semplice rappresentazione naturalistica incarnandolo in un mondo reale drammaticamente vivo. In premessa c’è la realtà di San Giovanni a Teduccio, del NEST e dei suoi giovani attori, molti dei quali vivono nel quotidiano la cronaca non edulcorata di una vera guerra di camorra che insanguina da anni questa periferia napoletana e dove la criminalità è retta da giovani boss neanche trentenni.

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Giovedi 17 maggio 2018
ore 20:45

PAOLO MIELI
in
ERA D’OTTOBRE

 

La grande storia si fa spettacolo. Da Guttuso a Togliatti, da Lenin a Fidel Castro; sono solo alcuni dei protagonisti della lunga cavalcata attraverso un secolo di storia, che il giornalista e storico Paolo Mieli porterà in scena giovedì 17 maggio alle 20:45 al De Filippo di Agropoli. «Era d’ottobre», spettacolo concepito in occasione del centesimo anniversario della Rivoluzione russa (1917-2017), racconta, attraverso ritratti di figure chiave, la storia di una delle più affascinanti e controverse utopie della storia umana: il comunismo. Al centro della scena c’è «I funerali di Togliatti», la enorme tela (4,40 metri per 3,30 con 140 ritratti tutti in bianco e nero, sedici bandiere rosse in primo piano e cinque sullo sfondo) dipinta da Renato Guttuso nell’arco di otto anni, dal 1964 al 1972.

I personaggi

Vi sono ritratti personalità – tra gli altri Lenin, Stalin, Togliatti, Dolores Ibarruri, Ho chi Minh – che hanno dato lustro al movimento comunista, al sindacato, all’intellettualità e al Pci. Ma non tutti. Perché nel racconto pittorico di Guttuso non c’è spazio per figure del calibro di Trotzky, Krusciov, Mao, Fidel Castro, Che Guevara, Solgenitsin, Dubcek? A questo quesito cerca di rispondere Mieli, giornalista di lunga militanza e sempre più divulgatore televisivo di grande successo grazie ai suoi programmi tv, Correva l’anno, La Grande Storia e Italiani.

Il filo comune

Ad ogni personaggio è dedicato un ritratto che va a comporre una galleria di volti, passioni, storie, idee rivoluzionarie: tutti tasselli di un racconto avvincente, spettacolare impreziosito da proiezioni sul grande schermo di video e immagini di repertorio, ma anche attento e rigoroso nella ricostruzione storica che volutamente incrocia la guerra civile spagnola, la Seconda guerra mondiale, la destalinizzazione, i Gulag, il dissenso sovietico, le lotte di liberazione, la rivoluzione cinese e quella cubana, la rivolta d’Ungheria, la primavera di Praga, la guerra di Corea, quella del Vietnam. Un racconto che sul palco prende le mosse dal filmato dei funerali di Togliatti e da alcune sequenze tratte dal film del 1928 “Ottobre” di Sergej Eizenštein per concludersi con la stagione riformatrice di Michail Gorbaciov e con il crollo del muro di Berlino del 1989.