Inaugurata l’XI stagione teatrale dell’Eduardo De Filippo con Giovanni Esposito in “Benvenuti in casa Esposito”

La XI stagione del cineteatro Eduardo De Filippo di Agropoli, diretto da Pierluigi Iorio, parte con numeri da record: tutto esaurito per il primo spettacolo, Benvenuti in casa Esposito, l’esilarante commedia con  la regia  di  Alessandro Siani e un cast affiatato e consapevole del proprio ruolo.

Tutto ruota intorno alla coscienza: quel lato di noi nascosto agli altri ma strettamente legato alle azioni e al nostro vissuto. E Tonino Esposito, interpretato da Giovanni Esposito che domina la scena, è da una vita che ci fa i conti, fino a vederla come se fosse un personaggio reale. 

Giampiero Schiano, nella personificazione di questa coscienza amara, mette tutta la drammatica ilarità del fare i conti con se stessi. Grazie alla sapiente regia di Alessandro Siani, la sacralità magica del rapporto critico con il proprio io aleggia nell’“aria teatrale” e tocca tutti i componenti della famiglia Esposito.

Dalla voce narrante di Titina, interpretata da Aurora Benitozzi, giovane ma intensa, che fin da subito mette in chiaro di non sentirsi a suo agio in quella famiglia di camorristi acquisiti che ereditano il titolo di “don” da padre in figlio. Quel “don” che non si addice al povero Tonino, costretto a confrontarsi con la figura del defunto padre di cui ha solo il cognome ma non il carattere.

Accanto a lui, la moglie Patrizia, un efficace e inusuale ritratto di donna, interpretata da Susy Del Giudice con maestria e incisività: apparentemente sembra non avere una coscienza, ma si rivelerà il vero fulcro di quel mondo nuovo che la figlia Titina aspira a costruire.

Un messaggio di speranza, quasi una favola moderna, avvalorato dalla bravura della coppia comica Nunzia Schiano e Salvatore Misticone nei panni dei suoceri di Tonino, che danno vita a gag divertenti, da quadro comico. 

In Benvenuti in casa Esposito  c’è una distinzione quasi netta tra bene e male. Quel bene messo in scena da Carmen Pommella, nei panni della vedova del boss, madre di Tonino, che nulla ha condiviso del marito se non l’amore per quella famiglia che non ha saputo abbandonare. E poi c’è il “male”: don Pietro De Luca, detto ’o Terramoto, interpretato in modo incisivo e decisivo da Gennaro Silvestro, quel boss di quartiere che li tiene sotto scacco ma che, a suo modo, cerca di proteggerli per una promessa fatta al padre di Tonino in punto di morte. 

La scenografia di Roberto Crea è quasi letteraria: riproduce la tipica casa di una famiglia napoletana e divide in capitoli le scene per richiamare l’omonimo libro da cui è tratto lo spettacolo. 

Le musiche di Andrea Sannino (insieme a Mauro Spenillo) e i costumi di Lisa Casillo sono pensati per ricalcare questo senso di speranza, di magia e del senso tragicomico della vita. 

Perché, alla fine dei conti, soltanto chi ha una coscienza può entrare in casa Esposito… e a teatro!

Barbara Maurano