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Tag: drammaturgia

Monica Guerritore al De Filippo di Agropoli

Monica Guerritore al De Filippo di Agropoli

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Maurizio Casagrande aprirà la nuova stagione del De Filippo di Agropoli

Maurizio Casagrande aprirà la nuova stagione del De Filippo di Agropoli

Sarà Maurizio Casagrande ad aprire la Stagione Teatrale del De Filippo di Agropoli, venerdì 9 novembre p.v. L’anticipazione è stata data dal direttore artistico Pier Luigi Iorio che cura la stagione del De Filippo giunta al suo 4° anno. Tra qualche giorno, nel corso di […]

Paolo Mieli in “Era d’ottobre”

Paolo Mieli in “Era d’ottobre”

Giovedi 17 maggio 2018
ore 20:45

PAOLO MIELI
in
ERA D’OTTOBRE

TEATRO CIVILE – DRAMMATURGIA CONTEMPORANEA

Biglietti da €25,00 a €10,00 disponibili su prenotazione telefonando al numero 324 7879696 o su questo sito alla voce PRENOTA del menu principale.

La grande storia si fa spettacolo. Da Guttuso a Togliatti, da Lenin a Fidel Castro; sono solo alcuni dei protagonisti della lunga cavalcata attraverso un secolo di storia, che il giornalista e storico Paolo Mieli porterà in scena giovedì 17 maggio alle 20:45 al De Filippo di Agropoli, in sostituzione dello spettacolo “O patria mia, Leopardi e l’Italia” di Corrado Augias per la rassegna di Teatro Civile – Drammaturgia Contemporanea (stagione 2017/18), diretta da Pierluigi Iorio. «Era d’ottobre», spettacolo concepito in occasione del centesimo anniversario della Rivoluzione russa (1917-2017), racconta, attraverso ritratti di figure chiave, la storia di una delle più affascinanti e controverse utopie della storia umana: il comunismo. Al centro della scena c’è «I funerali di Togliatti», la enorme tela (4,40 metri per 3,30 con 140 ritratti tutti in bianco e nero, sedici bandiere rosse in primo piano e cinque sullo sfondo) dipinta da Renato Guttuso nell’arco di otto anni, dal 1964 al 1972.

I personaggi

Vi sono ritratti personalità – tra gli altri Lenin, Stalin, Togliatti, Dolores Ibarruri, Ho chi Minh – che hanno dato lustro al movimento comunista, al sindacato, all’intellettualità e al Pci. Ma non tutti. Perché nel racconto pittorico di Guttuso non c’è spazio per figure del calibro di Trotzky, Krusciov, Mao, Fidel Castro, Che Guevara, Solgenitsin, Dubcek? A questo quesito cerca di rispondere Mieli, giornalista di lunga militanza e sempre più divulgatore televisivo di grande successo grazie ai suoi programmi tv, Correva l’anno, La Grande Storia e Italiani.

Il filo comune

Ad ogni personaggio è dedicato un ritratto che va a comporre una galleria di volti, passioni, storie, idee rivoluzionarie: tutti tasselli di un racconto avvincente, spettacolare impreziosito da proiezioni sul grande schermo di video e immagini di repertorio, ma anche attento e rigoroso nella ricostruzione storica che volutamente incrocia la guerra civile spagnola, la Seconda guerra mondiale, la destalinizzazione, i Gulag, il dissenso sovietico, le lotte di liberazione, la rivoluzione cinese e quella cubana, la rivolta d’Ungheria, la primavera di Praga, la guerra di Corea, quella del Vietnam. Un racconto che sul palco prende le mosse dal filmato dei funerali di Togliatti e da alcune sequenze tratte dal film del 1928 “Ottobre” di Sergej Eizenštein per concludersi con la stagione riformatrice di Michail Gorbaciov e con il crollo del muro di Berlino del 1989.